
Un posticino in E-Polis e ora la Banca Emilveneta. Giovanni Consorte è ben voluto dalla nostra classe dirigente. La sanzione reputazionale, come sempre, è inesistente.
(Sabato 05.01.2008 15:30, Affaritaliani.it)
Di Luca Spoldi
Anno nuovo, domande (senza risposta) vecchie: in una settimana caratterizzata da nuovi pesanti scivoloni dei mercati una notizia ci ha colpito. La Intermedia, piccola merchant bank costituita dall’ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, sta per acquisire il 55% di Banca Emilveneta, un istituto creditizio monosportello con sede a Modena e partecipato finora da Ubi Banca, che una che Intermedia avrà ottenuto le autorizzazioni necessarie all’operazione da Banca d’Italia, cederà all’ingegnere di Chieti suo 10%.
Senza cercare di immaginare quale piano industriale Consorte e la sua trentina di soci (tra cui il presidente del Siena, l’avvocato d’affari Giovanni Lombardi Stronati, quello del Bologna e del Lingotto Fiere, Alfredo Cazzola, quello del Pisa, Leonardo Covarelli, e l’immobiliarista Vittorio Casale) stiano pensando di mettere a punto per Emilveneta, che nel recente passato non ha brillato particolarmente (il 2005 si chiuse in perdita di 439 mila euro, il 2006 con un rosso di altri 268 mila euro), viene da chiedersi quale morale si possa trarre dalla vicenda, che cade a due anni esatti dalle dimissioni (date nel gennaio 2006) di Consorte da Unipol a seguito delle accuse di aggiotaggio, associazione a delinquere e appropriazione indebita rivoltegli in occasione dello scandalo finanziario relativo al tentativo di scalata della Banca popolare di Lodi ad Antonveneta.
Delle due l’una: o Consorte ha subito in questi anni una gogna mediatica indegna di un paese civile, e dunque andrebbe risarcito e si dovrebbero prendere provvedimenti per evitare il ripetersi in futuro di un’altra “caccia all’untore”, o il manager, nel frattempo condannato in primo grado a 6 mesi di reclusione dal giudice di Milano Elisabetta Meyer per l'accusa di insider trading su titoli Unipol (condanna confermata in appello lo scorso novembre), ha effettivamente tenuto una condotta quanto meno “ai limiti”, dalla quale in altri paesi sarebbe scaturito quanto meno un danno reputazionale.
In questo caso però verrebbe da chiedersi come sia possibile che oltre trenta imprenditori gli affidino i denari per far decollare il business di una merchant bank che già ora vanta, tra le sue partecipazioni, quote in un’immobiliare, la Iruam, nell’agenzia di recapiti Defendini, nella società di pubbliche relazioni Report Porter Novelli, nella Credsec di Lombardi Stronati (cartolarizzazioni e acquisto di crediti) e, da poco nella Mutuimm, società attiva nel settore dell’intermediazione dei mutui ipotecari di cui Consorte ha da poco acquisito il 51%.
postato da: ultratrash alle ore 21:00 | Permalink | commenti (3)
categoria:finanza, , corruzione, unipol, consorte, furbetti
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