lunedì, 19 novembre 2007


Mario Landolfi
, ex ministro delle Comunicazioni, coordinatore di An alla regione Campania e attuale presidente della commissione viglilanza Rai.

E' indagato per corruzione, estorsione e associazione camorristica al termine dell'operazione svoltasi sul litorale casertano, conclusasi con 6 arresti ed un totale di 19 indagati. In principio è stato chiesto il suo arresto insieme al sindaco di Mondragone Ugo Alfredo Conte ma il gip ha rigettato. I capi d'accusa fanno riferimento ad "Un patto scellerato fra camorra e politica, garanti a vicenda per la loro stessa sopravvivenza, che si autoalimentava con il sostegno di operazioni legate al settore dei rifiuti".  Secondo la DDA di Napoli, Landolfi, in accordo con il sindaco Conte, con il presidente del consorzio intercomunale CE4 Giuseppe Valente, e con i fratelli Sergio e Michele Orsi, amministratori della ECO4, azienda per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, avrebbero "convinto" un consigliere comunale, Massimo Romano, a dimettersi dalla carica, in cambio di un meglio remunerato posto di lavoro nella ECO4 per la moglie e per il fratello poliziotto. Romano si accordava infatti nel dimettersi, contemporaneamente alle dimissioni, legalmente imposte, della D'Agostino, con previsione di una sua illecita retribuzione attraverso l'assunzione fittizia e truffaldina della moglie Daniela Gnasso presso la spa ECO4 e la promessa di un futuro ruolo nell'amministrazione del Comune di Mondragone per sé o per il fratello Agostino Romano (all'epoca dei fatti ispettore di polizia in servizio presso il Commissariato di Formia)”

Ciò che ha permesso, da aprile ad oggi, di giungere a questi nuovi sviluppi, è stato senza dubbio il collaborare con i magistrati dei fratelli Orsi, che proprio con le loro dichiarazioni hanno arricchito il filone d'inchiesta.

Il vero ruolo di cerniera tra camorra e politica, come descritto già nell'ordinanza dello scorso aprile, sarebbe di Valente, presidente del consorzio intercomunale CE4.
Per meglio controllare il potere politico i faccendieri dei rifiuti avrebbero fondato a Mondragone la lista civica Forza Giovani. Secondo gli inquirenti, questa formazione politica, fondata da Maria D'Agostino, aveva lo scopo di  "inquinare" l'azione politico/amministrativa attraverso lo schermo "partitico".
Un intreccio tra camorra e politica, quindi, garanti fra loro e mantenuti in vita sulla base di operazioni finanziarie legate agli appalti sui rifiuti.
(Altrenotizie)


La notizia non l'ha data praticamente nessuno. Nessuno da rilevanza ad una notizia in cui l'attuale presidente della commissione vigilanza Rai, ed ex ministro, è implicato in un intreccio politico-criminale da colletto bianco che arriva ai clan della camorra ed in particolare al clan La Torre.  Un blocco di potere criminale che specula sulla situazione dell'emergenza rifiuti che affligge la Campania da 15 anni. Situazione che non si risolve mai, a causa dei cancri che distruggono la regione come questa indagine dei DDa dimostra. Mentre la politica esprime solidarietà per i morti ammazzati dalla camorra, nell'ombra contribuisce a rinforzarla o quantomeno a legittimare 'o sistema. E, nulla è più tragico di un ennesimo silenzio assordante da parte dei media, sempre più indegnamente asserviti al potere.