
Dopo il V day dell’8 settembre Grillo lancia le cosidette liste civiche. Tutti coloro
che volessero creare una lista a livello locale devono avere il bollino di riconoscimento. Sarà un simbolo che accerterà la qualità della lista. Ci sarà il faccione del comico o chissà cos’altro. Ovvero Grillo imporrà
il simbolo e i requesiti che le liste dovranno possedere, senza però entrare nei giochi bensì “dirigendo” dal sul suo strumento di controllo, il blog.
Ecco, un’idea grottesca, goffa, imbarazzante, sciatta. Delle persone
dovranno spendersi in termini di tempo e denaro per riuscire a creare una lista,
cercare dei consensi e riuscire a candidarsi, pubblicizzando il simbolo di un comico che, infatti, non entrerà in politica in quanto comico ma se ne starà in villa ad ingrassare le proprie casse facendo comizi a pagamento.
Il merito bisogna certo darglielo. A costo praticamente zero, riesce ad incassare tanti quattrini, tanta pubblicità e tanti consensi. Consensi che si trasformano in zoccolo duro. Difatti la platea dei suoi seguaci obbediscono in tutto e per tutto. Quando scassava a badilate il computer tutti applaudivano. Oggi elogia internet e
l’informatica a livelli quasi patologici ed i suoi fedeli lo acclamano. Mi ricordo che
una volta ad un banchetto firme del meetup di milano, una signora si catapultò a
firmare senza nemmeno leggere cosa stesse approvando. Le bastava il marchio, la faccia di Grillo. E un po’ il significato del bollino. Lo approvo io, quindi fidati.
Stessa logica della politica più becera di oggi. Nulla di diverso.
Che Grillo sia completamente disinteressato dal voler davvero cambiare il Paese è
palese. Ci sono una miriade di elementi che possono indurre a pensarlo. Il primo su tutti è il suo dichiarato rifiuto verso la Lista Civica Nazionale di Veltri, Pardi, Beah e Alagna. Per quanto io non creda nel progetto, per Grillo era un’occasione
ghiottissima per tentare di creare qualcosa di concreto. Un’unica lista che si sarebbe candidata poi a livello nazionale. Senza bollini o baracconate simili. Il comico inizialmente aveva firmato il manifesto della lista. Quando, giustamente, i promotori hanno cominciato a chiedergli una sua presenza concreta e quindi di pubblicizzare il progetto, ecco che Beppe ritira la testa nel guscio. Difatti poco tempo fa scrisse sul suo blog che lui non ha nulla a che fare con la lista civica nazionale. Oliviero Beha gli scrive una lettera per ottenere spiegazioni e chiede di pubblicarla sul blog. Ovviamente il comico non la pubblica. Le critiche vanno sempre occultate. E sennò che leader sono.
Per non parlare poi della proposta di legge. Frutto dei messaggi che lancia da ormai 2 anni. I condannati furoi dal Parlamento. Un messaggio chiaro e semplice. Chi se ne importa di spiegare cos’è il blind trust, cos’è una seria riforma televisiva, quali sono le leggi da fare sulla giustizia. No, sono argomenti troppo complicati per ottenere facile consenso ed immediato. Meglio bombardare con sta storia dei 25 condannati. E più appetibile. Colpisce di più. Silvio Berlusconi ha una decina di prescrizioni ed una condanna cancellata per l’amnistia. Fedina penale intatta e quindi che stia pure in Parlamento. Con una legge, discutibile, non si risolve un intero sistema di oligarchia, di corruzione e malcostume diffuso. Questo il comico lo sa. Ma i suoi seguaci non si accorgeranno mai della sua sciatteria e del suo finto interesse. Che l’iniziativa del bollino non abbia suscitato sconcerto, ne è solo la prova.
postato da: ultratrash alle ore 02:32 | Permalink | commenti (4)
categoria:beppe grillo, meetup, liste civiche, bollino, v-day, lista civica nazionale
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