martedì, 29 gennaio 2008
Avete mai visto ai tg Rai persone come Zanotelli?
postato da: ultratrash alle ore 22:51 | Permalink | commenti
categoria:monnezza, bassolino, zanotelli
venerdì, 25 gennaio 2008


Sono tornato da Napoli. Ora, ci aspetta un periodo di tortura. Il bandito di Arcore ha già cominciato la sua feroce campagna elettorale . Ha già in mente una decina di decreti. Sa cosa fare, come se avesse già vinto le prossime elezioni. Come dargli torto.

Un grosso ringraziamento alla sinistra.


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postato da: ultratrash alle ore 23:40 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 17 gennaio 2008
postato da: ultratrash alle ore 20:18 | Permalink | commenti
categoria:vaticano, papa
lunedì, 14 gennaio 2008


Caso Contrada. Berlusconi: La battaglia di Lino Jannuzzi, sottolinea, "merita tutto il nostro appoggio". "Non si può pensare che un servitore dello Stato, condannato per le accuse di chi ha contribuito a fare arrestare, sia dimenticato e trattato in questo modo. E' una cosa - rimarca il leader azzurro - che non si può accettare".

Berlusconi: "Non potremo trattare - avverte il leader di Fi in collegamento telefonico con 'Neveazzurra' - con delle forze politiche che mettessero in atto una decisione criminale come il disegno di legge Gentiloni".
postato da: ultratrash alle ore 09:29 | Permalink | commenti
categoria:berlusconi, veltroni
venerdì, 11 gennaio 2008
(da il Manifesto, 10\01\08)

«Processate la Impregilo per disastro ambientale. Così si può vincere»
Parla Raffaele Raimondi, presidente emerito della Cassazione e autore della denuncia
E' una procedura ben più importante di quella in corso. L' imputazione è così grave da superare rischi di prescrizione e termini di indulto.
Francesca Pilla
Napoli

Raffaele Raimondi è presidente emerito della Corte di Cassazione. In qualità di magistrato ma soprattutto di napoletano e di presidente del Comitato giuridico per la difesa dell'ambiente ha presentato ricorso contro l'Impregilo, alla Corte europea e alla Procura del Tribunale di Napoli il 7 dicembre 2007. Qui l'esposto attualmente si trova nelle mani del procuratore Aldo De Chiara. Nel capoluogo l'Impregilo è già indagata per truffa, in un processo che vede alla sbarra 28 imputati, tra cui anche i fratelli Romiti e il governatore Bassolino e che partirà lunedì, salvo imprevisti. Ma Raimondi è andato oltre e chiede che si proceda per disastro ambientale.

Presidente Raimondi ci può spiegare i termini di questo ricorso?
Certo. Visto la deriva che ha preso l'affare rifiuti in Campania abbiamo chiesto, presentando accuse circostanziate, che l'Impregilo sia processata per disastro ambientale, secondo l'articolo 434 cp, perché ha attentato alla salute dei cittadini. Questo significa come è accaduto nei disastri di Marghera e Seveso che chiunque sia stato danneggiato da questa situazione, albergatori, agricoltori, imprenditori, cittadini, si può costituire parte civile e chiedere i dovuti risarcimenti. E' dunque una procedura ben più importante di quella attualmente in corso. Il reato di imputazione è infatti così grave da superare i rischi di prescrizione e i termini di indulto.

Dunque ha ragione Vincenzo Siniscalchi del Csm quando definisce debole l'impianto accusatorio dei pm napoletani?
Non so a cosa si riferisca Siniscalchi, ma è chiaro che i reati contestai sono minori del disastro ambientale colposo. I pm napoletani, ci tengo a precisarlo, avrebbero però potuto procedere con maggiore speditezza in questi ultimi anni se non avessero avuto un ministro come Castelli che di fatto non li ha messi in condizione di lavorare. Anzi per cinque anni ha remato contro la magistratura. E non voglio nemmeno parlare del suo successore, il ministro Mastella.

Ma su quali basi si fonda questa sua denuncia?
Oltre al disastro che mi pare sia sotto gli occhi di tutti c'è un punto fondamentale nelle accuse che riguardano l'Impregilo: quando ha vinto la gara non aveva i titoli nemmeno per parteciparvi. Aveva presentato un progetto antiquato che risaliva agli anni '60. Lo stesso inceneritore di Acerra attualmente in costruzione è uno dei più grandi d'Europa, in contrasto con la stessa normativa italiana che prevede un impatto limitato e il divieto assoluto di bruciare i materiali senza la raccolta differenziata. E' chiaro che per guadagnare e bruciare tutto nei forni di Acerra, l'impresa era assolutamente interessata a mettere in crisi l'intero ciclo e a non far partire la raccolta differenziata. In questo comportamento si ritrovano anche i reati di connivenza dei vari commissari che si sono succeduti. Non ha importanza se si siano chiamati Rastrelli, Losco o Bassolino, se siano stati di destra o di sinistra. Nelle loro funzioni rappresentavano lo Stato, erano fiduciari del governo, le loro inadempienze sono ancora più gravi, così come la loro posizione.

Secondo lei questo scempio si poteva evitare?
Certamente. Nel ricorso che abbiamo presentato alla Corte europea, motivo per cui ora stanno partendo le procedure d'infrazione, noi nel 2004 già parlavamo di disastro annunciato. C'erano degli evidenti difetti di programmazione nel ciclo destinati a creare la crisi attuale. In tutti questi anni non si è voluta realizzare la raccolta differenziata. Non è stata una causalità, ma una volontà precisa.

La camorra c'entra qualcosa?
La camorra è un alibi per molti aspetti. Quando c'è cattiva amministrazione è chiaro che la delinquenza ha gioco facile. Faccio un esempio: se c'è un emergenza e la necessità di smaltire immediatamente tonnellate di immondizia, ecco che la camorra è tra le poche ad avere la possibilità di offrire vasti terreni in breve tempo. Ha infatti il potere di acquistare tempestivamente poderi a 10 per poi rivenderli allo Stato a 100. Un capitolo a parte merita, inoltre, lo smaltimento dei rifiuti tossici. Anche in questo caso: se vengono meno gli organi di controllo è evidente che la criminalità organizzata ha la capacità di offrire ampie fette di territorio alle imprese del centro-nord per sversare i materiali non a norma.

Cosa ne pensa dell'attuale piano di emergenza e della riapertura di Contrada Pisani?
Mi sembrano tutti progetti di scarsa avvedutezza. Ed è sotto gli occhi di tutti che la discarica di Pianura non è tra i siti più appropriati.
postato da: ultratrash alle ore 14:25 | Permalink | commenti (3)
categoria:ambiente, napoli, monnezza, bassolino, impregilo
giovedì, 10 gennaio 2008
Lista dei pezzi:

GZA&Ras Kass - Lyrical Swords
Planet Asia - Everyday Ritual
Mf Doom - Myrrh
Quasimoto - Hydrant Games
Method Man - Uh Huh (Madlib Remix)
Cypress Hill - Puercos
Count Bass D - Just Say No
Beastie Boys - So What'cha Want

Dj Gruff - Il Bosco di Fuoco
postato da: ultratrash alle ore 10:53 | Permalink | commenti
categoria:musica, rap , hiphop, the hand
sabato, 05 gennaio 2008


Un posticino in E-Polis e ora la Banca Emilveneta. Giovanni Consorte è ben voluto dalla nostra classe dirigente. La sanzione reputazionale, come sempre, è inesistente.


(Sabato 05.01.2008 15:30, Affaritaliani.it)

Di Luca Spoldi
 
Anno nuovo, domande (senza risposta) vecchie: in una settimana caratterizzata da nuovi pesanti scivoloni dei mercati una notizia ci ha colpito. La Intermedia, piccola merchant bank costituita dall’ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, sta per acquisire il 55% di Banca Emilveneta, un istituto creditizio monosportello con sede a Modena e partecipato finora da Ubi Banca, che una che Intermedia avrà ottenuto le autorizzazioni necessarie all’operazione da Banca d’Italia, cederà all’ingegnere di Chieti suo 10%.
 
Senza cercare di immaginare quale piano industriale Consorte e la sua trentina di soci (tra cui il presidente del Siena,  l’avvocato d’affari Giovanni Lombardi Stronati, quello del Bologna e del Lingotto Fiere, Alfredo Cazzola, quello del Pisa, Leonardo Covarelli, e l’immobiliarista Vittorio Casale) stiano pensando di mettere a punto per Emilveneta, che nel recente passato non ha brillato particolarmente (il 2005 si chiuse in perdita di 439 mila euro, il 2006 con un rosso di altri 268 mila euro), viene da chiedersi quale morale si possa trarre dalla vicenda, che cade a due anni esatti dalle dimissioni (date nel gennaio 2006) di Consorte da Unipol a seguito delle accuse di aggiotaggio, associazione a delinquere e appropriazione indebita rivoltegli in occasione dello scandalo finanziario relativo al tentativo di scalata della Banca popolare di Lodi ad Antonveneta.
 
Delle due l’una: o Consorte ha subito in questi anni una gogna mediatica indegna di un paese civile, e dunque andrebbe risarcito e si dovrebbero prendere provvedimenti per evitare il ripetersi in futuro di un’altra “caccia all’untore”, o il manager, nel frattempo condannato in primo grado a 6 mesi di reclusione dal giudice di Milano Elisabetta Meyer per l'accusa di insider trading su titoli Unipol (condanna confermata in appello lo scorso novembre), ha effettivamente tenuto una condotta quanto meno “ai limiti”, dalla quale in altri paesi sarebbe scaturito quanto meno un danno reputazionale.
 
In questo caso però verrebbe da chiedersi come sia possibile che oltre trenta imprenditori gli affidino i denari per far decollare il business di una merchant bank che già ora vanta, tra le sue partecipazioni, quote in un’immobiliare, la Iruam, nell’agenzia di recapiti Defendini, nella società di pubbliche relazioni Report Porter Novelli, nella Credsec di Lombardi Stronati (cartolarizzazioni e acquisto di crediti) e, da poco nella Mutuimm, società attiva nel settore dell’intermediazione dei mutui ipotecari di cui Consorte ha da poco acquisito il 51%.
postato da: ultratrash alle ore 21:00 | Permalink | commenti (3)
categoria:finanza, , corruzione, unipol, consorte, furbetti