domenica, 30 settembre 2007



QML ha organizzato una serata di riflessione sul capitolo più inquietante della nostra storia repubblicana: lo stragismo politico e mafioso.


Lo spunto è la presentazione del libro di Daniele Biacchessi “Il Paese della vergogna” (Chiarelettere edizioni).
Ricorderemo alcune delle stragi che hanno insanguinato l’Italia dal dopoguerra al 1993, i fatti accertati e le verità negate, insieme a Daniele Biacchessi (giornalista, scrittore e autore di teatro civile), Saverio Ferrari (studioso dell’eversione di destra) e Guido Salvini (il magistrato milanese che riaprì l’inchiesta sulla strage di piazza Fontana). Modera Piero Ricca.

Martedì 2 ottobre ore 20.45 - Teatro alle Colonne, corso di Porta Ticinese 45, Milano
(piazzetta delle Colonne di San Lorenzo)

L’incontro può anche essere l’occasione per conoscere le persone che in questi mesi hanno espresso il desiderio di entrare in contatto con noi.

Siete tutti invitati a partecipare e a diffondere la notizia ai vostri amici!

giovedì, 27 settembre 2007
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mercoledì, 26 settembre 2007


Crack Cirio: a giudizio Cragnotti, Geronzi e altri 33


Il gup di Roma Barbara Callari, al termine dell'udienza preliminare per il fallimento della Cirio, ha disposto oggi il rinvio a giudizio dell'ex patron del gruppo Sergio Cragnotti, del presidente di Capitalia e del consiglio di sorveglianza di Mediobanca Cesare Geronzi e di altre 33 persone

Lo ha riferito una fonte giudiziaria, aggiungendo che il giudice ha deciso il proscioglimento di 9 dei 45 imputati originali dell'udienza: si tratta di dirigenti e funzionari dell'allora Sanpaolo Imi, fra i quali i nomi più noti sono l'ex presidente Rainer Masera, l'ex AD Luigi Maranzana, l'ex responsabile dell'area crediti Massimo Mattera.

Durante il processo, che comincerà il 14 marzo del 2008, alcuni imputati, tra i quali Cesare Geronzi, potranno già beneficiare della prescrizione per i reati di truffa e falso in bilancio.
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venerdì, 21 settembre 2007


WALTER GALBIATI MILANO (La Repubblica)

Alla Bsi svizzera ci sono tre conti della Santa Sede che saranno, non esagero, due-tre miliardi di euro La rivelazione nell´ultimo interrogatorio dell´ex banchiere davanti ai magistrati di Milano Vi ho sempre dato i soldi, poi son caduto in disgrazia e non chiamate mia moglie per sapere se sta bene o no Fiorani: "Per la Cassa Lombarda ho versato 15 milioni al Vaticano"

Trenta miliardi di lire, oltre 15 milioni di euro, su un conto estero del Vaticano. Mediatore il cardinale Rosalio Josè Castillo Lara, presidente emerito dell´Apsa, l´Amministrazione del patrimonio della sede apostolica. Gianpiero Fiorani, tra i suoi sostenitori, oltre ai politici di tutte le sponde, può vantare, o meglio poteva vantare grazie alle sue laute elargizioni, anche il Vaticano. Ma anche la Santa Sede, come tutti, nel momento di difficoltà gli ha voltato le spalle. A dirlo, secondo quanto riportato nel verbale integrale del 10 luglio 2007, è lo stesso Fiorani, riferendo di un suo colloquio con il cardinale Giovanni Battista Re, avvenuto dopo essere uscito dal carcere. «Voi vedete – dice Fiorani – uno che vi dà i soldi, come io v´ho sempre dato i soldi in contanti, contabile che ho, ma andava tutto bene, dall´altra parte, quando una persona poi è in disgrazia non fate neanche una chiamata a sua moglie per sapere se sta bene o se sta male». La risposta è stata: «Che la Chiesa è fatta di uomini e che gli uomini sbagliano».

E Fiorani: «Sì, sì è vero è fatta di uomini, ma se sbaglia lei, io sto parlando con lei, non sto parlando con il parroco di campagna». In effetti Giovanni Battista Re non è un cardinale qualunque, è il prefetto della Congregazione per i vescovi, una delle più importanti nella Santa sede con la competenza all´elezione dei vescovi e alla gestione delle diocesi. E Re è anche un intimo amico dell´ex governatore Antonio Fazio, tanto da aver celebrato la messa per il 25º anniversario di matrimonio dell´ex governatore con Maria Cristina Rosati, nell´agosto del 2003, presente anche la famiglia del banchiere di Lodi.

Fiorani, però, ha la memoria lunga e racconta ai magistrati milanesi, Francesco Greco, Eugenio Fusco e Giulia Perrotti, i primi versamenti fatti a favore della Chiesa: «I primi soldi neri li ho dati al cardinale Castillo Lara, quando ho comprato la Cassa Lombarda, m´ha chiesto di dargli trenta miliardi delle vecchie lire possibilmente su un conto estero, non sul conto del Vaticano». All´epoca a capo della Popolare di Lodi c´era Angelo Mazza e Fiorani era il suo braccio destro. A metà degli anni ‘90 l´istituto lodigiano rileva il 30% della Cassa Lombarda, la banca della famiglia Trabaldo Togna guidata oggi da Giuseppe Spadafora (ex Bnp Paribas), una partecipazione tenuta in portafoglio fino al 2001. «Quando abbiamo comprato la Cassa Lombarda, una quota era del Vaticano, dell´Apsa». Il passaggio avviene con un giro di acquisti intermedi: «La quota l´hanno intestata a una società della Bsi di Lugano, Bsi ha venduto, poi ha venduto, e le chiese han venduto a Trabaldo Togna e poi Trabaldo Togna ha venduto a noi», dice Fiorani.

I soldi però vengono in parte dirottati su un conto estero della Bsi, la banca della Svizzera Italiana, ora in mano alle Generali. «Noi abbiamo dichiarato un valore troppo basso – dice il Cardinale Castillo Lara secondo la ricostruzione di Fiorani – paghiamo troppe plusvalenze, allora facciamo un´operazione estero su estero». Fiorani riporta a Mazza, il quale dà l´autorizzazione al pagamento. E parte un bonifico bancario su un conto della Bsi. Perché in quella banca «ci sono tre conti del Vaticano che era, penso, non esagero dai due ai tre miliardi di euro».
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mercoledì, 19 settembre 2007


Un'operazione di polizia, coordinata dalla Questura di Varese, ha portato a 47 perquisizioni nei confronti di fondatori, promotori e attivisti del «Movimento dei Lavoratori Nazionalista e Socialista», di chiara ispirazione nazista, che ha presentato proprie liste di candidati in occasione delle consultazioni elettorali tenutesi nel 2006 e 2007 in alcuni Comuni delle province di Varese, Como, Lecco e Milano. All'operazione, coordinata dal Procuratore capo Maurizio Grigo, hanno partecipato oltre 150 agenti della Questura di Varese, e della Digos di Milano, Roma, Rieti, Novara, Vercelli e Piacenza, con l'ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia. La Digos ha sottolineato l’importanza dell’operazione che rileva «il tentativo di legittimazione posto in essere nei confronti di un movimento ispirato ai principi del nazionalsocialismo ed inneggianti ai concetti di superiorità razziale ed etnica e discriminatoria per motivi politici e razziali».


Francesco Lattuada è il capogruppo in consiglio comunale a Busto Arsizio di Alleanza Nazionale. Lattuada ammette di aver conosciuto alcuni esponenti del movimento, ma sostiene di aver avuto con loro solo "rapporti commerciali" in occasione dell'affitto del Biergarten Centro. Lattuada afferma anche che "la loro sigla era chiaramente folcloristica e debbo dire di aver incontrato persone tranquille. Sicuramente un movimento ben diverso da come viene dipinto". Ma la sua spiegazione non convince affatto la procura, anche la sua casa di Cairate ha ricevuto una perquisizione, al termine della quale è stato emesso un avviso di garanzia nei suoi confronti. Alleanza Nazionale non si è ancora pronunciata in merito alla vicenda.
(AGI)

Tra le altre cose, Lattuada è il gestore del locale che ospitò il movimento per  una festa in onore di Hitler. Sono piuttosto sconcertanti le dichiarazioni del Lattuada: "Faccio politica dall'89 e conosco tutto il panorama politico locale. Il contatto con quel gruppo c'è stato perchè lo ritenevo giusto e doveroso. Li ho trovati pure tranquilli." Dei tranquilloni che inneggiano ad Hitler e all'odio razziale. Parole che inquietano non poco.
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lunedì, 17 settembre 2007

Domenica 16 settembre. L’appuntamento per me, Diego e Andrej è alle ore 10,30 in piazza San Marco. Stranamente in orario cominciamo a distribuire i volantini alle molte persone educatamente in fila che aspettano di entrare in chiesa per ascoltare la messa cantata, una delle iniziative del festival MITO, introdotta da Vittorio Sgarbi e celebrata da Don Luigi Garbini.
Non abbiamo molti volantini e finiscono presto. La gente è incuriosita; c’è chi non conosceva la condanna per truffa aggravata ai danno dello Stato dell’ assessore, chi comunque non la ama come personaggio a prescindere e chi ci invita ad occuparci di Bertinotti.
C’è perfino chi racconta qualche piccolo aneddoto da aggiungere al non edificante curriculum di Vittorio che ad un certo punto appare; anche lui stranamente in orario.
Ci avviciniamo per porgergli il volantino e ricordargli la sua condanna ma lui ci guarda con un sorrisetto e tira dritto buttando per terra il foglio.
Da dentro la chiesa ogni tanto guarda fuori e vedendoci ancora lì chiama la polizia.
Arriva la digos che più o meno ci conosce e sa perchè siamo lì. La sceneggiata dei documenti, a quanto pare doverosa, si ripete come di consueto.
Parliamo un po’ delle solite cose: della celerità con cui secondo noi arrivano quando chiama il potente in contrasto con la lentezza riservata al cittadino comune. Loro negano e questa volta effettivamente il comando è a due passi. Poi ci chiedono di intavolare una trattativa, vogliono mediare.
Vogliono sapere quanto resteremo lì e ci chiedono di spostarci poco distante perchè star davanti alla chiesa sarebbe inopportuno anche se mi sfugge il motivo. Dopo un po’ due di loro se ne vanno e ne restano altri due.
L’attesa si fa lunga, Sgarbi in chiesa parla per un’ ora di orologio e anche la messa ha i suoi tempi.
Da fuori teniamo d’ occhio la macchina che lo ha accompagnato ed il suo autista che ci getta nel panico quando accende il motore e se ne va. Tornerà poco dopo con una gentile signora.
La chiesa ha un’uscita principale ed una secondaria e non sappiamo quale piantonare. Dopo alcuni nostri tentennamenti scatta quello che a noi sembra un tentativo di depistaggio.
L’autista parte e parcheggia l’auto davanti all’ uscita secondaria, mentre Vittorio esce dall’ ingresso principale.
Noi siamo qui ad attenderlo. Poco prima del suo arrivo la polizia ci avvisa di star buoni che è già nervoso e infatti appena ci viene incontro, Sgarbi tira una manata alla telecamera di Diego e comincia ad urlare. Noi gli ricordiamo che è un truffatore dello stato e le sue calunnie ai magistrati e lui urla sempre più forte “ladri, ladri”. La polizia allontana Diego e cerca di fermare fisicamente me e Andrej prendendoci per un braccio, anche se il più agitato è proprio Vittorio che ad un certo punto mi si avvicina faccia a faccia e comincia ad emettere degli strani versi. Continuiamo ad urlare le nostre ragioni anche perchè sul momento ci pesa quella che a noi appare una ingiustizia. Noi, non violenti, bloccati fisicamente dalla polizia, ci spiegheranno poi che è servito per stemperare i toni ma l’ aggressivo, visto le reazioni, era Vittorio e a noi la cosa non va giù. Continua ancora per un po’ il diverbio, alle nostre arogmentazioni Vittorio ci accusa di essere ladri.
Alla fine se ne va, restiamo a parlare un po’ con la polizia e ci ritiriamo anche noi.

Elia - Qml

Ecco Il video:


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domenica, 16 settembre 2007


Giornata mondiale per il Darfur: l’impegno di Italians for Darfur e Articolo21


Articoli di Antonella Napoli e Alessandra Mancuso

200.000 morti. Non basteranno i secondi della IV giornata mondiale per il Darfur in Italia a ricordare tutti i morti del conflitto in Darfur.
Il 16 settembre, a distanza di pochi giorni dalla seduta del Consiglio di Sicurezza dell’ONU a New York, il Global Day segnerà tuttavia il tempo dell’indifferenza dei media e di gran parte della comunità internazionale dinanzi a quello che gli Stati Uniti continuano a definire un “genocidio”, mentre le Nazioni Unite parlano di gravi “crimini contro l’umanità”. Di fatto, a distanza di quattro anni dall’inizio del conflitto, il macabro conteggio di morti in Darfur non si è fermato e la pace è ancora lontana.
Una fiaccola olimpica percorrerà la distanza da Portico d’Ottavia (Ghetto) a P.zza Farnese, Roma, passando di mano da un giovane ebreo a un sopravvissuto del Darfur, con la straordinaria partecipazione dell’attrice Monica Guerritore, che ha prestato il suo volto a questa nuova iniziativa di Italians for Darfur e Articolo21, alla quale hanno aderito anche l’UGEI, la Comunità Ebraica, l’ Associazione dei Rifugiati del Darfur in Italia, Salviamo Caino, la sezione italiana di Amnesty International e “Voci per la libertà”.
Parteciperanno alla simbolica staffetta per la pace anche i noti giornalisti Toni Capuozzo e Ferrario, che si impegneranno a proporre una maggiore copertura mediatica della grave crisi umanitaria in corso nella regione. L’iniziativa si inserisce nel quadro della campagna “Un sogno olimpico per il Darfur” partita da Oure (Ciad orientale) e che farà tappa nei prossimi mesi nei Paesi che sono stati teatro di gravi crimini contro l’ umanità.

Antonella Napoli



“Due milioni e mezzo di persone non hanno più case, non hanno più terra, vivono segregati in campi profughi. E’ una cosa che non si può accettare, ognuno di noi può fare qualcosa. Io rappresento la persona normale che dice ‘io mi impegno’ a favore di persone lontane, di cui non vediamo la sofferenza e che noi vogliamo rendere visibili”.
Facciamo nostre le parole di Monica Guerritore che domenica come testimonial raccoglierà a Roma la fiaccola per la pace partita ad agosto in Ciad con l’attrice Mia Farrow, in occasione della Giornata Mondiale per il Darfur.
Anche noi ci saremo. Abbiamo ottime ragioni per esserci.
In Darfur in questi giorni si combatte, aspramente, mentre il presidente Omar Al Bashir arriva a Roma dopo aver ricevuto nei giorni scorsi a Karthoum il segretario dell’Onu Ban Ki Moon e avere concordato l’inizio di colloqui di pace con le fazioni ribelli, a Tripoli il 28 ottobre. E’ la prima visita ufficiale in Occidente dall’inizio della guerra, cinque anni fa. La visita, fa sapere la Farnesina, è un modo per sostenere l’iniziativa di Ban Ki Moon: il governo sta verificando le richieste giunte dall’Onu per partecipare alla missione.
Vogliamo che l’Italia faccia la sua parte. E’ stata mancata la prima scadenza, fissata al 30 agosto, per consentire il rapido dispiegamento di 26 mila peacekeeper. E non per la riluttanza dell’Unione Africana a fornire uomini, che sono disponibili in soprannumero, bensì per la latitanza dei governi non africani: solo Norvegia e Svezia hanno offerto congiuntamente,  alcune delle unità per l’aviazione, il trasporto e la logistica di cui l’Unione Africana non dispone.
 E le notizie sul terreno sono pessime: pesanti scontri su larga scala ad Haskanita nel Nord Darfur, tra il JEM, principale gruppo ribelle, e l’esercito sudanese supportato dall’aviazione. Raid aerei su villaggi, civili morti, imboscate alle forze governative con centinaia di soldati uccisi.
Gli attacchi ai veicoli di aiuti da parte di milizie armate di vari gruppi “sono continui e a un livello allarmante”, dicono gli operatori umanitari. E dai campi degli sfollati notizie di persone rapite e uccise, come a Kalma, nel Sud, o di 20 donne catturate da una milizia araba mentre facevano legna e poi rilasciate ad Al- Hamidya, nell’Ovest.
Bisogna fare presto, agire subito. I massacri devono cessare. Agli sfollati dobbiamo restituire speranza per il futuro, per il ritorno a casa. Molti sceicchi ed esponenti delle comunità locali del Darfur hanno lanciato un appello che vogliamo raccogliere: non si sentono rappresentati dai miliziani ribelli, vogliono un posto al tavolo della pace a Tripoli che faccia sentire la voce dei profughi e degli sfollati. Quella voce che cercheremo di dare loro anche noi, domenica.

Alessandra Mancuso


16/09/2007

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categoria:guerra, africa, darfur, articolo21, libertĂ  di informazione
sabato, 15 settembre 2007


In Italia le emissioni di gas serra sono in costante aumento, dal 1990 ad oggi sono cresciute del 13 per cento circa. Un dato allarmante proveniente da molti studi scientifici tra i quali quelli di Greenpeace. Un incremento che va in barba al protocollo di Kyoto. Infatti gli ultimi rapporti ci dicono che in Italia, la temperatura aumenta di 4 volte rispetto agli altri paesi europei. Oltre a pagare multe salate imposte dalla Ue, siamo costretti a spendere circa 5 miliardi di euro annui per contenere i danni causati dai fenomeni climatici.

L'ultimo rapporto presentato alla conferenza nazionale sul clima evidenzia tutti questi dati. Quindi, ci si aspetta un bel piano per le rinnovabili e per ridurre gli sprechi. Invece no. Il Governo si trasforma in Tafazzi. Costruiamo i rigassificatori che sono 13 o 14, 3 volte di più rispetto a tutta l'Europa (come mostrò Report). Bersani: "Nucleare tra 20 anni". Tra 20 anni sì, come se fosse l'energia del futuro. Fantastico. E ancora non si può rinunciare al carbone, tanto c'è quello pulito. In Sardegna incentiviamo il carbone e rifiutiamo l'eolico. L'Enel batte i record di incassi ma anche di emissioni C02 in barba ai regolamenti.  Rubbia vende le sue centrali fotovoltaiche all'estero. Noi, il Paese del sole e di Pulcinella, lo scartiamo.

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categoria:politica, enel, energia, clima, co2 , libertĂ  di informazione, effettoserra
giovedì, 13 settembre 2007



"Poi si lamentano se uno alza la voce".  Sto ancora riflettendo sul caso E Polis e il nuovo Cda forzista.  E mi incazzo.  Come si può ignorare lo strapotere mediatico berlusconiano che ingrassa sempre di più? Come si può non alzare la voce, quando senti un Fassino parlare di organigrammi di partito mentre dall'altra parte stanno conquistando tutta la mappa del risiko? A sinistra oramai, di Berlusconi non si parla più. Guai a chi ne parla. Guai a chi rischia di finire nell'antiberlusconismo. Conflitto d'interessi, rete 4 abusiva, Mondadori.. sono argomenti che non interessano ne al Pd ne tantomeno alla sinistra cosidetta radicale.  Diventa logico pensare agli inciuci. Naturale pensare ad una sinistra morta. Nel "nuovo" partito un'elemento di coerenza c'è. Infatti hanno tolto l'unica parola che stonava, "sinistra".

Vorresti essere smentito ma, quando poni tali questioni, passi per il provocatore, dietrologo e polemizzatore. Diario chiude, il Manifesto annega nei debiti, l'Unità è spesso vacillante e questi hanno 3 tv nazionali, una satellitare, circoli culturali che spuntano come funghi, case editrici, testate giornalistiche e  non si fermano mai.
Ma noi dobbiamo stare zitti. In silenzio, ad ascoltare i loro monologhi presentati come dibattiti aperti ai "compagni".
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categoria:politica, berlusconi, fassino, dalema, pd
martedì, 11 settembre 2007


Marcello dell'Utri
: Senatore,  Presidente  della Fondazione Biblioteca di via Senato, della Fondazione Il Circolo del Buon Governo, della rete delle sedi culturali "Il Circolo" ed editore del settimanale di cultura "Il Domenicale".
Ora ha piantato i semi in un'altra azienda. E' entrato a far parte del cda di E Polis, testata giornalistica che viene diffusa gratuitamente (soprattutto in ambienti universitari) in 14 città diverse tra le quali Milano, Roma e Napoli.
Dall'alto della sua condanna, dei sui processi in corso e delle sue relazioni mafiose accertate, Marcellino pizzo e vino continua a fare gran carriera.
Sempre forza Italia.

E Polis: aumenta il capitale e il Cda

11/09/2007 11:57


L'Assemblea di E Polis ha approvato, nel corso della riunione di ieri sera, il nuovo assetto societario e una ricapitalizzazione della società. Attraverso la società del Gruppo, Valore Editoriale Srl, la banca d'affari ABM Merchant è il nuovo azionista di maggioranza di E Polis.

L'Assemblea ha deliberato e sottoscritto un aumento di capitale pari a 13 milioni di euro, finalizzato al rafforzamento del piano editoriale della società.

Nel nuovo Cda entrano Luigi Barone, Marcello Dell'Utri, Nichi Grauso, Alberto Rigotti, Felice Emilio Santonastaso e Umberto Seregni e Alberto Rigotti è stato nominato presidente.

Il CdA ha infine deliberato la convocazione dell'Assemblea ordinaria e straordinaria della controllata EPM SpA, concessionaria pubblicitaria, con all'ordine del giorno il cambio di ragione sociale in PUBLIEPolis SpA e la nomina di Marcello Dell'Utri alla presidenza
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categoria:marcello dellutri, libertĂ  di informazione