mercoledì, 27 giugno 2007


Qui Milano Libera ha incontrato al Circolo della Stampa il Ministro della Giustizia Clemente Mastella. Eravamo in quattro. Io, Piero, Elia e il grande Raffaele con i suoi cartelli e il campanaccio.  Contro di noi almeno una ventina tra guardie, digos e polizia in borghese.  Piero ha rivolto al ministro due domande. Una sul ddl Mastella -barra- attentato all'articolo 21 della Costituzione. L'altra sulla nomina di Nuvoli a direttore generale del dipartimento Affari di giustizia. Quel Nuvoli che voleva vedere Borrelli sulla forca. Alla seconda non c'è stata risposta. Quando Piero ha chiesto se invece il ddl avrebbe imbavagliato la stampa, il ministro risponde con un semplice no senza spiegarne i motivi. A quel punto viene sommerso dagli altri giornalisti i quali gli rivolgono le solite domande di rito. Noi saliamo ed entriamo nella sala. Piero gli rinnova la domanda prima che iniziasse il convegno. Questa volta Mastella emette un suono di chiara seccatura dirigendosi verso i posti in prima fila.  A questo punto uno dei suoi guardiaspalle pensa bene di bloccare Piero costringendolo in un angolo. Reato commesso, una domanda. Piero chiede una decina di volte di passare e la guardia romana fa finta di niente. Lì una piccola sfuriata contro l'arroganza delle guardie e poi inizia il convegno.  In seguito arrivano i rinforzi. Cinque o sei agenti digos in borghese che cominciano a seguirci e fissarci in modo intimidatorio.  Stanchi dei loro sguardi usciamo dalla sala e aspettiamo Don Clemente da Ceppaloni per rinnovargli la domanda.  Dopo un'ora e passa finalmente esce. Si avvia verso l'auto blu accerchiato dalla codazza protettiva. Gli urliamo ancora la domanda sul ddl. Il ministro fa cenno ai gorilla di farci passare. Sembra pronto ad un confronto. Invece no. Alla domanda se il ddl imbavaglierà la stampa risponde dando del coglione a Piero poichè non capisce la risposta. Ovvero un no. Come se dovessimo fidarci di un no senza esigere un minimo di argomentazione.  A quel punto Piero gli ricorda Francesco Campanella, il pentito di mafia. Mastella ribadisce il concetto e le sue profonde argomentazioni: " Il suo nome fa rima con cretino ". Chiude la portiera dell'auto e sgomma via.
Ennesima conferma che dimostra l'arroganza e l'insolenza degli ometti della cupola del potere. Che di fronte ad una domanda fuori copione, reagiscono da principini offesi. Qui Ceppaloni libera.

Il video.
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domenica, 24 giugno 2007


Da "Il velino"

Montecitorio per un week end cambia look e si trasforma in set cinematografico. Da domani infatti alla Camera dei Deputati Paolo Sorrentino girerà alcune scene de “Il Divo”, film che ripercorre la vita del senatore a vita Giulio Andreotti e che punta la lente in particolare sul periodo che va dalla fine del suo settimo governo, aprile 1992, alla vigilia del processo di Palermo che lo rinviò a giudizio per associazione mafiosa. Il tutto passando per la mancata conquista del Quirinale, la strage di Falcone e la malattia. In particolare in Aula e nel Transatlantico verranno ambientate alcune scene riferite alle votazioni che nel 1992 portarono alla Presidenza della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Ad interpretare il senatore a vita sarà Toni Servillo, che verrà affiancato da Anna Bonaiuto, Piera Degli Esposti, Giulio Bosetti, Michele Placido, Carlo Buccirosso e Paolo Graziosi, che farà Aldo Moro. Non è la prima volta che la Camera si trasforma in set cinematografico. Accadde all’inizio degli anni Novanta per il film di Alberto Sordi “Assolto per non aver commesso il fatto”, e più recentemente, nel 2004, per la fiction di Liliana Cavani su Alcide De Gasperi.

Chissà se il regista conosce la sentenza di prescrizione di Andreotti:

"...commesso il reato di partecipazione all'associazione per delinquere» (Cosa Nostra), «concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980, reatò però "estinto per prescrizione."

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sabato, 23 giugno 2007
 


Da Piero Ricca.org


MERCOLEDI’ 27 GIUGNO - DALLE ORE 10

Qui Milano Libera ti invita a

CONTRO GERONZI
FESTA DELL’ALTRA ITALIA

IN PIAZZETTA CUCCIA - A MILANO

VOLANTINI - COMIZI AL MEGAFONO - LETTURE - MUSICA - SPERNACCHIAMENTO LIBERO

E LO STRISCIONE “CESARE GERONZI - BANCAROTTA MORALE”

FINO AL TERMINE DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI DI MEDIOBANCA, CHE INIZIA ALLE ORE 11

TARTINE E BEVERAGGIO PER TUTTI

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venerdì, 22 giugno 2007


Dichiarazioni, opinioni, parole a vuoto, puntigli. Il teatro come lo fa la nostra classe politica non lo fa nessuno.
Prodi annuncia che a De Gennaro non verrà rinnovato l'incarico di capo della Polizia di Stato.  Il centro destra fa bagarre. Poi l'altra notizia: De Gennaro è indagato per falsa testimonianza riguardo ai fatti della scuola Diaz.  Le dichiarazioni della politica sono favolose:

Berlusconi : "Mi chiedo  se dopo aver messo le mani su tutte le istituzioni vogliono impadronirsi anche di tutto ciò che ancora non è sotto il loro diretto dominio. Ho detto sarcasticamente, ma mica tanto, a quando i Carabinieri?”.
Schifani: “Una ritorsione servita ai no global. Le parole di Prodi alla Camera e la simultanea inchiesta giudiziaria contro il Capo della Polizia, Gianni De Gennaro, configurano una vera e propria caccia all'uomo.
Mastella: "Nell’eventualità che si arrivasse alla sostituzione non può apparire, dopo i fatti di Genova, come un condannato per la sua azione, che è stata di grande correttezza e linearità, di senso dello Stato e di difesa delle istituzioni”.
Ronconi: “Licenziare ora De Gennaro rappresenterebbe un precedente gravissimo, una condanna preventiva e soprattutto una offerta di soddisfazione ai no global e ai movimenti, un corpo della Polizia ostaggio degli estremisti di sinistra. Il centrodestra non potrà essere corresponsabile di questa nefandezza”.

E via seguitando. Attori senza limiti. Parlano di correttezza, di regali fatti ai no global  e intanto il capo d'imputazione è istigazione a dire il falso. Reato legato a fatti non poco rilevanti. Lo scandalo della scuola Diaz è una vergognosa pagina della nostra Repubblica. E se De Gennaro ha istigato a dire il falso, significa che il massacro immotivato da parte dei poliziotti all'interno della scuola è stato coperto in tutti questi anni dalla più alta carica delle forze dell'ordine. E loro fanno il teatro. Decine di testimonianze tra i no global e la confessione shok di Fournier (vice questore di Genova all'epoca) e questi parlano di difendere i più grandi uomini delle nostre istituzioni. Invece di dare atto, invece di ammettere che in quella scuola si è comsumato un orrendo abuso da parte di poliziotti violenti e cosa ancor più grave con un mandato dei vertici secondo le confessioni. Come artisti sono eccezionali. Parlano di dare un'ingiusta offerta di  "soddisfazione ai no global e ai movimenti" come fossero monnezza. I movimenti pacifici dal basso sono monnezza e non meritano soddisfazioni. Certo la soddisfazione l'hanno data ai Black block permettendogli di distruggere la città mentre il battaglione dei Carabinieri che avrebbe dovuto inseguirli si era fermato a fare un saluto alle tute bianche. E poi i ragazzi della scuola Diaz pestati a sangue nella notte? Questi tangheri della politica non solo sono attori, ma non portano nemmeno rispetto per quelle persone che hanno subito violenze inaudite senza motivo. Parlano sempre per frasi fatte e non citano mai fatti concreti. Sono solo attori  che portano avanti il loro ruolo, sempre e comunque volto a nascondere la verità.
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mercoledì, 20 giugno 2007


Clemente Mastella ha un motivo in più per far approvare il ddl sulle intercettazioni. Nell'inchiesta "Why Not" sulla mega loggia di Catanzaro c'è una telefonata che riguarda proprio il Ministro della Giustizia. Don Clemente da Ceppaloni infatti chiama Antonio Saladino, responsabile per il sud Italia della Compagnia delle opere e indagato numero uno nell'inchiesta. Lo stralcio della telefonata (del 16 marzo 2006) che il Manifesto riporta oggi è questo:


Antonio: Senti allora facciamo una cosa...io ti volevo mandare un amico mio, che una volta ti ho presentato, a trovarti...
Clemente:Eh...
Antonio: ...importante, un grande costruttore, una cosa molto seria...
Clemente:
Antonio: Che voleva conoscerti, fare una chiacchierata con te.
Clemente: E mandamelo verso le dieci e un quarto(...)
Antonio: ti fisso questo appuntamento con questo amico, guarda...
Clemente: va bene
Antonio: ...che questo è una persona serissima.
Clemente: Va bene, va bene.
Antonio: Amico anche di un generale che siamo stati insieme, ti ricordi..(incomprensibile)..sempre con il generale...

Fu proprio Clemente a chiamare Saladino. Una telefonata nella quale emerge un tono di confidenza e amicizia tanto che i due si chiamano per i rispettivi nomi di battesimo o addirittura con nomignoli tipo "Tonì".
Sarà anche una telefonata irrilevante, come afferma il Ministro stesso , ma certo è che Mastellone è grande amico dell' indagato per eccellenza della loggia di Catanzaro.
Non sarebbe la prima volta che personaggi di questo tipo rientrano nelle grazie di Mastella. Ricordiamo il super pentito di mafia Campanella, colui che falsificò i documenti a Bernardo Provenzano,  fu piazzato a capo dei giovani Udeur, il partito di Clemente. Proprio oggi, tanto per gradire, Il Giornale di Belpietro scrive un articolo sul pentito che accusa Cesa di aver fatto da cassiere nella loggia di Catanzaro per finanziare l'Udc.
Il Ministro Mastella parla di grave violazione e scherzando afferma di essere affiliato dal 1947 solamente alla loggia massonica di Ceppaloni.
Ora vedremo se il Ministro della Giustizia  farà uno scatto bruciante per portare in Senato la sua creatura sulle intercettazioni. Così se passa potrà finalmente chiacchierare, non di affari sia chiaro, con malavitosi di spicco senza essere ascoltato e disturbato.

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giovedì, 14 giugno 2007


Abbiamo incontrato il Ministro della Difesa Arturo Parisi ad un convegno sul Partito Democratico, referendum e bla bla bla. Tra i presenti figurava Marco Formentini, ex Lega Nord.  L'incontro prevedeva l'intervento di esponenti di 9 associazioni politiche invitate ad hoc. I comuni mortali potevano intervenire con qualche domanda solo se fosse rimasto del tempo a disposizione. Dopo i 9 interventi chiediamo di porre delle domande al Ministro. Niente da fare, Formentini in veste di tutore ci nega lo spazio per i quesiti perchè ora è il turno di Parisi. Parla per un'ora. Un'ora massacrante. Un monologo senza riuscire a tirar fuori qualcosa di concreto, niente. Riuscire a parlare di aria fritta per un'ora non è cosa da tutti. E un impresa ardua.
Finito lo strazio ci avviciniamo al tavolo dei relatori. Piero chiede al Ministro come mai si spendono 1028 milioni di euro per 100 F5, caccia bombardieri. Come mai questo accordo sia stato preso in gran segreto.
Parisi dice che ci vuole tempo, per cosa non si sa. Poi afferma di non voler rispondere. Ma l'affermazione più agghiacciante la tira fuori sulla questione delle 90 atomiche di Aviano e Ghedi: "Se ci fossero lo verrei a dire a te?". Un'ottima uscita. Indice della mentalità della nostra classe politica. Nel frattempo i vari associazionisti prendevano le difese del Ministro e andavano contro di noi per aver posto delle domande. Difendere il padrone sempre. Oggi, tirare molotov e fare domande scomode è diventata la stessa cosa. E un atto rivoluzionario.


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mercoledì, 13 giugno 2007


Da Centomovimenti.it:

Sono decisamente inquietanti le dichiarazioni rilasciate di fronte ai Magistrati della Procura di Palermo dal collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati. Secondo il pentito - in galera dal novembre del 2006 - Cosa Nostra nelle regionali del 2001 votò per l'attuale Governatore siciliano Salvatore Cuffaro.
"Tutti quelli di Cosa nostra, tutti abbiamo votato a Cuffaro - ha spiegato - così come votammo per la Casa delle Libertà alle Politiche".
Questa testimonianza sarà utilizzata nel processo in corso a Palermo che vede imputato Cuffaro per "favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e violazione del segreto d'ufficio".

 

In una serie di intercettazioni ambientali, già il boss Guttadauro parlava di dare i voti a Cuffaro. Questa è l'intercettazione ambientale che ha trasmesso il documentario "La mafia è bianca".


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venerdì, 08 giugno 2007
Repubblica Tv mostra le prove con le telecamere nascoste. Alle ultime amministrative in Sicilia, i brogli denunciati da Orlando sono avvenuti. Questo documento naturalmente, rimarrà nell'ombra. Le tv staranno in silenzio, i quotidiani ne parleranno in qualche box nelle ultime pagine. Questo è l'ennesimo esempio della disinformazione italiana. Visco fa scandalo e i brogli elettorali no. Anomalia italiana?

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mercoledì, 06 giugno 2007


Padre Zanotelli lotta contro gli abusi di potere con umiltà. Don Maria Verzè li appoggia. Siamo andati a trovarlo ieri. Presentava un libro, "Io e Cristo". Avrebbe dovuto presenziare Cesare Geronzi: in questo tempio i mercanti sono ben accetti. Anche se si tratta di mercanti rinviati a giudizio. Ma Verzè non ha problemi. Il suo curriculum giudiziario tiene testa a quello di Geronzi. Il don è stato condannato per abuso edilizio nella vicenda dell'ospedale S.Raffaele. Condannato in primo grado per tentata corruzione, reato poi prescritto. Verzè, che aveva come appoggi i democristiani Emilio Colombo e Oscar Luigi Scalfaro, fece un favore al suo amico di Arcore, convincendo la regione a spostare il traffico aereo di Linate da Milano 2 ad altri centri abitati, per valorizzare così la speculazione edilizia.
Nel 1964 fu interdetto dalla Curia milanese. Papa Montini gli suggeriva di occuparsi dei sacramenti. Non degli affari con politici e speculatori.
Un uomo di Chiesa che ha passato più tempo con le mani in pasta e nei tribunali.  Ben accolto agli incontri e ai dibattiti.  Nessuno prova indignazione. Se fossi un credente, proverei solo disprezzo per lui. Penso "agli" Zanotelli, che si battono umilmente in prima linea proprio contro questo sistema di corruzione e di speculazione che orbita intorno al profitto. Come si può non provare sdegno per uno come Don Verzè.

Ps: Durante l'incontro è stata esposta una lettera di Geronzi, il punto clou è questo: "Una società in cui
Cristo è l'azionista di maggioranza e tu(Verzè) di minoranza."




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sabato, 02 giugno 2007
Finalmente abbiamo realizzato questo mini film: "La Marcia".
26 Marzo 2007. Il popolo di centro destra scende in piazza per la sicurezza di Milano. Manifestazione indetta dal Sindaco Moratti. Il boss di Arcore fa la sua comparsa per appagare i suoi fans. Molti sono i cori in suo onore. Una tizia ha portato nella folla una signora in sedia a rotelle chiedendo ad alta voce di vedere Silvio.
Molte signore attempate non si accontentano di vederlo,vogliono poterlo toccare. Una sorta di Padre Pio.
Dal palco, Letizia Moratti urla a squarciagola slogan, promesse e ipotetici traguardi raggiunti. Applausi e grida. Silvio non è da meno. Incoraggia i suoi elettori a farsi missionari di libertà. Questo è IL populismo.
Noi di Qml siamo lì con un volantino. Il messaggio è assolutamente apolitico. Ce la prendiamo con i pregiudicati in Parlamento. Se si vuole parlare di sicurezza nelle strade, si deve parlare della corruzione che dilaga nei palazzi del potere. In sostanza questo è il messaggio del volantino.
Gli appellativi che ci sono stati appioppati dai manifestanti sono molti: comunisti di merda, la pagherete, filmati in culo, spacci la cocaina in bovisa. E così via. Le parole chiave sono "magistratura", "prescrizione" e "giudici".
Le loro menti sono state ben scolpite dal ventennio mediatico di Silvio.
Sono tutti lì con le loro fiaccole. Tutti per la legalità. Tutti per il rispetto delle regole. Ma la legalità come la intendono loro, sia chiaro. Ovvero lo zingarello che ti scippa. Il pusher del parco sotto casa. Perchè se si tratta di discutere sulle 8 prescrizioni del loro padrone, allora lì si parla di toghe rosse. Che c'entra la legalità.

Dopo 2 mesi quindi, a voi la visione di questa  semplice testimonianza di una parte d'Italia. Di quella parte che fa di Forza Italia il partito più votato del Paese.

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