mercoledì, 30 maggio 2007


Abbiamo fatto delle domande ad Alessandro Profumo. Il più grande banchiere italiano. Amministratore delegato dell'Unicredit. Dal 2001 al 2005 il suo stipendio è aumentato del 215%. Attualmente incassa 4 milioni e rotti di euro all'anno esclusi bonus e stock options. In Italia l'economia è alla deriva. Aumentano sempre più i poveri mentre lo stipendio di Profumo è 160 volte superiore a quello di un operaio. Gli impiegati non sono messi meglio. Negli ultimi anni i salari degli impiegati sono diminuiti del 4,8%. Sempre  a fronte di incrementi orbitali per quanto riguarda gli stipendi dei top manager. In questo ramo siamo i primi d'Europa.
Profumo era presente alla presentazione del libro "E continuano a chiamarlo calcio". Era lì per parlare di etica e di calcio sporco. Come se la sua alleanza con Geronzi glielo potesse permettere. Lo stesso Geronzi che ha una condanna in primo grado e varie accuse come quella di usura nel crac Parmalat.

L'argomento scottante è "Banche Armate" ovvero i finanziamenti all'export di armi. Infatti, in questo settore Unicredit ha un grosso volume di affari . Nel 2001 Profumo promise che si sarebbe impegnato a ridurre a zero questo tipo di finanziamento decisamente poco etico. Tanto che nel 2004 dai 101 milioni di euro del 2001 taglia a 20 milioni di euro. Uno step promettente. Nel 2006 nella lista si nota che la quota è passata ad 86,7 milioni di euro. Cambio di marcia. Profumo dice le bugie.
"Banche Armate" è una questione poco conosciuta. Questo tipo di finanziamento dovrebbe essere reso noto a tutti. Le banche non parlano sempre di etica e trasparenza? Il cliente ha il diritto di sapere che sta contribuendo all'export di armi in zone distrutte dalla guerra.
Per approfondimenti visitate questo sito.

Qui il video con tanto di fuga di Alessandro Profumo perchè non vuole essere ripreso con la videocamera. Personaggio pubblico in un convegno pubblico che si rifiuta di farsi riprendere. Non sarà mica per le domande che gli sono state poste?



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sabato, 26 maggio 2007

Giovedì 24 maggio il gruppo Qui Milano libera è andato alla presentazione dell’ultimo libro di Luciano Violante. Ne abbiamo tratto un video. Lo precede il resoconto di Elia.

“Sono lontani. Vivono in un mondo a parte, fatto di salotti e telecamere, frequentato da pochi privilegiati. Sono distanti dalla realtà e la rifuggono in ogni modo. Questi sono i nostri Marziani, da qualche tempo allarmati dalla sfiducia degli italiani nella politica, tanto da farne tema di dibattito.
Due giorni fa il marziano Luciano Violante, presentava alla Mondadori di piazza Duomo il suo ultimo best seller: “UNCORRECT - 10 passi per evitare il fallimento del Partito Democratico”. Con lui i Compagni Marziani Piero Fassino ed Enrico Boselli. Conduceva il temerario Floris.
Ascoltare per un’ora e mezza le loro fumisterie verbali con annesse liti da cortile, credevo mi garantisse il privilegio di poter rivolgere loro, a fine conferenza, qualche domanda.
Avrei voluto chiedere pubblicamente il perchè del voto favorevole e unanime della Camera sul disegno di legge Mastella, che oltre a un limite alla possibilità dei cittadini di essere informati, rischia di diventare un freno alla lotta alla criminalità con la limitazione dello strumento dell’intercettazione.
Avrei voluto chiedere se fosse ancora valido il patto con il quale nel 1994 si era data la garanzia a Berlusconi che non sarebbero state toccate le televisioni o se, nascendo un nuovo soggetto politico, si dovessero rinegoziare i trattati (patto disvelato nel 2002 dallo stesso Violante).
Avrei voluto chiedere se saranno mai cancellate le leggi vergogna.
Le domande però le poteva fare solo Floris, domande scomode come si può immaginare… In tanti abbiamo alzato la mano invano, chi ha provato a prendere la parola è stato zittito come un provocatore. Piero, che era riuscito a domandare a Fassino per quale motivo non fossero mai stati ricontattati gli oltre quattro milioni di elettori delle primarie, ha ricevuto questa risposta: “Lei ha un tono così aggressivo che se le cerca le mani addosso!”.
Floris doveva prendere l’aereo di corsa e non c’era tempo. Ma non eravamo a Ballarò e il pubblico non era di plastica. C’erano persone vere in sala, interessate a parlare di cose serie. Con piacere ho visto che molti attorno a noi erano indignati. Per una volta non eravamo i soliti quattro gatti. Alcuni invitavano i Marziani ad andare a casa, giuravano che non li avrebbero più votati.
Fassino è sgusciato via di corsa, Floris è scappato all’aeroporto, Violante farfugliava delle scuse, Boselli si è dileguato.
Bisogna capirli, i Marziani non sono più abituati alle domande non compiacenti: nei salotti della tv non si usa più.
Il prossimo dibattito sulla crisi della politica tanto vale farlo da Maria De Filippi, se Vespa non s’offende. Quanto tempo ancora li sopporteremo prima di prenderli a pomodori?”.

 


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lunedì, 21 maggio 2007
Questa è un'intervista a Gian Carlo Caselli. Attualmente procuratore generale di Torino. Dal 1993 al 1999 è stato procuratore capo antimafia a Palermo. Nel 1993 avviò le indagini su Giulio Andreotti, ("Per i fatti prima del 1980 c'è prescrizione non assoluzione").

Nell'intervista commenta il ddl Mastella sulle intercettazioni. Le relazioni tra mafia, affari e politica.



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venerdì, 18 maggio 2007
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mercoledì, 16 maggio 2007
              

Padre Alex Zanotelli
. Sacerdote dell'ordine missionario dei Comboniani. La sua vita è stare in mezzo alla gente. Quella gente che soffre gli abusi del potere. Lui è lì, in prima linea. Come in questi giorni dove Zanotelli sta a Serre per lottare contro la creazione della discarica nella zona protetta dal wwf. Il suo discorso alla Camera del Lavoro di Milano non fa una piega.  Un Mondo dove si annuncia una catastrofe ambientale, dove più di due miliardi di persone non avranno acqua, dove interi Paesi sono in mano alle mafie e alle logiche di mercato più spietate. Questi sono i temi che la Chiesa deve affrontare invece di demonizzare l'aborto e le unioni di fatto. Ma come sempre, chi affronta queste tematiche, viene emarginato se non rigettato. Tanto che questo incontro alla Camera del Lavoro non è stato assolutamente pubblicizzato nè dal Corriere nè dalla Repubblica che hanno preferito promuovere un ricco aperitivo all' Old Fashion.

Qui una bella intervista a Padre Zanotelli.



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lunedì, 14 maggio 2007

Stanno approvando una legge che uccide la cronaca giudiziaria.
L’ha proposta il ministro Mastella, l’ha approvata all’unanimità la Camera dei Deputati, con solo 7 astensioni.
In nome della privacy, questa legge allarga il numero dei documenti di indagine e processuali non pubblicabili e aggrava le sanzioni per i cronisti: previsti l’arresto fino a trenta giorni o in alternativa multe fino a 100.000 euro.
Inoltre limita lo strumento dell’intercettazione (fondamentale nella lotta al crimine organizzato) e vieta la pubblicazione dei contenuti delle comunicazioni intercettate.

Se questa legge fosse stata in vigore, non avremmo saputo nulla degli scandali degli ultimi anni… Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Mafiopoli, i casi Telecom e Sismi, i crac Cirio e Parmalat.
Con la legge Mastella, Fazio, Fiorani, Gnutti, Consorte, Pio Pompa e Nicolò Pollari sarebbero ancora al loro posto.

Qui trovate un articolo di Marco Travaglio al riguardo.

Essere meno informati ci renderà tutti meno liberi.


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sabato, 12 maggio 2007

Oggi è il Mastella Day. Il gruppo Qui Milano libera invita in piazza Cavour, a Milano, davanti al palazzo dell’Informazione, per testimoniare dissenso rispetto al disegno di legge Mastella. Dalle ore 15. Esporremo uno striscione, diffonderemo volantini di informazione, registreremo in un video le opinioni dei passanti.

Un’iniziativa analoga  si svolgerà anche a Roma, in Piazza Colonna, dalle ore 16.

Un volantinaggio è stato annunciato anche in Sardegna, per la partenza del giro d’Italia. E a Marigliano, in provincia di Napoli.

Chi vuole utilizzare il volantino mi scriva e glielo manderò.
Se in altre città si pensa di fare qualcosa, fatemelo sapere.

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venerdì, 11 maggio 2007
Non si esprime su Gianpaolo Nuvoli e non ritiene il ddl Mastella sulle intercettazioni una vergogna.  Oggi D'Alema era presente allo spazio Krizia qui a Milano. Nel cortile dell'edificio è stato piantato un banano. Forse sta a simboleggiare la nostra Repubblica, la Repubblica delle banane.
C'era una bella parte della sinistra chiccosa: cappellini alla moda, distinte signore adornate da occhialoni da sole, lifting, ceroni, gioielloni. Una platea che riflette il tenore e lo stile di vita del Ministro presente. Da guerrigliero sessantottino a capitano di Ikarus II.
Oltre al silenzio su Nuvoli e l'approvazione data al ddl Mastella, D'Alema ha promesso una denuncia qualora gli si rinfacciasse nuovamente la questione della tangente che prese dal mafioso Cavallari.

Una bella performance insomma. Un esempio della sinistra italiana. Servitù, compromesso, finzione e interessi.

Ecco il video:





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venerdì, 04 maggio 2007
Sgarbi nega di essere un pregiudicato. Conferma le sue posizioni ingiuriose sul pool mani pulite. Oggi, in Piazza della Scala, si faceva pubblicità in mezzo ai bersaglieri in bicicletta. Con Qml abbiamo volantinato la sentenza della sua condanna definitiva per truffa allo Stato. Il truffatore era in compagnia del suo portavoce, tale Giorgio Grasso, che ha sfoggiato grandi capacità proverbiali ("vaffanculo", "chi cazzo sei'").
Insomma uno scenario di arroganza e squallore. Se non altro, un gruppetto di pensionati ha dimostrato molto interesse. I giovani milanesi, prima o poi, arriveranno.


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