venerdì, 23 febbraio 2007
Lunedì 19 febbraio. Presso la Statale di Milano, ad un convegno "pubblico", erano presenti i ministri Padoa Schioppa e Giuliano Amato in compagnia di un corruttore, Paolo Scaroni presidente dell'Eni condannato a 1 anno e 4 mesi per aver pagato delle belle stecche al psi nel 1992. Successivamente condannato in primo grado per disastro ambientale.
La protesta, portata avanti dal solito Piero Ricca con un comizio, vuole evidenziare proprio l'immoralità degli "onorevoli". Non aggiungo altro, il video dice tutto.

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categoria:qui milano libera
martedì, 20 febbraio 2007
Non cambia mai niente. In Italia quelli che rubavano 20 anni fa sono gli stessi di oggi, più anziani, più abili nel mestiere. Hanno imparato che controllare l'informazione  permette di passare inosservati. Le condanne, le prescrizioni, la corruzione, sono argomenti degni di comunisti, amici dei terroristi, da toghe rosse.
Il 17 febbraio, davanti al Trivulzio eravamo un gruppo con Piero Ricca per ricordare Mario Chiesa e la tangente che buttò nel cesso. Un simbolo che avviò Tangentopoli. Paradossalmente abbiamo commemorato Chiesa poichè egli ebbe la dignità di farsi processare ed arrestare.
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categoria:qui milano libera
martedì, 20 febbraio 2007
Abbiamo seguito con le videocamere il Prof. Goisis della facoltà di economia politica della Statale di Milano.
Piero Ricca lo ha inseguito con noi rivolgendogli delle legittime domande sul ruolo che svolgeva nella Banca Popolare di Lodi. Ovvero il ruolo di sindaco, di controllore nella suddetta banca. Ma allora Fiorani? Per il professore sono tutti onesti e lui non sapeva niente del ladruncolo Fiorani. Mi chiedo io allora, perchè copra ancora questa carica nonostante non abbia controllato nulla, dato che non sapeva niente. Evidentemente ha svolto male il suo lavoro facendosi passare sotto mazzette su mazzette. Che cosa controllavi Goisis? Che le stecche passassero senza far sapere niente a nessuno?
Gli studenti dovrebbero voltargli le spalle ad ogni lezione.
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categoria:qui milano libera
giovedì, 15 febbraio 2007
Abbiamo intervistato Basilio Rizzo, consigliere comune di Milano per la lista "Uniti con Dario Fo".
Basilio ha spiegato quanta incoerenza e ipocrisia ci sia nella questione della targa in onore di Bettino Craxi fortemente voluta dal Sindaco Moratti.
Inoltre ci ha dimostrato quanto sia una favoletta il ticket d'ingresso riguardo al traffico di Milano.
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categoria:libertà di informazione
venerdì, 09 febbraio 2007


Dalla procura di Roma arriva la richiesta ufficiale di rinvio a giudizio per Luciano Moggi e altri 7 ladroni. Ovvero, del figlio Alessandro, di Franco Zavaglia, di Davide Lippi, di Riccardo Calleri, di Luciano Gaucci, di Pasquale Gallo e di Francesco Ceravolo. Per Gaucci, in esilio "forzato" nella bruttissima Santo Domingo, l'accusa è di illecita concorrenza. Per gli altri sei ladroni l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata. La firma ce la mettono i pm di Roma Maria Cristian Palaia e Luca Palamara i quali dichiarano che l'obbiettivo della Gea era di "acquisire il maggior numero di procure sportive e, tramite esse, ottenere un potere contrattuale in grado di incidere in maniera determinante sul mercato calcistico per condizionare la gestione dei calciatori e, di riflesso, quella di svariate squadre del campionato di calcio". In sostanza l'obbiettivo era quello di controllare la gestione  dei giocatori promettendogli (o minacciandoli?) ingaggi in grandi squadre tra le quali la Juventus, se nò nisba. Tra i giocatori pressati a passare sotto il tetto della Davide Lippi's Gea World c'è David Trezeguet, Manuele Blasi, Nicola Amoruso, Giorgio Chiellini, Davide Baiocco e Giovanni Tedesco. Alla faccia della grande informazione mediatica che ancora oggi ha il coraggio di prendere le parti dei giocatori ignari, che poveri non sapevano assolutamente niente.
Il cervello,lo stratega,il manovratore di tutto questo sistema illecito è naturalmente Luciano Moggi che ancora oggi, di tanto in tanto, viene invitato ai soliti salottini tv per difendersi dalle accuse che lo disegnano come un cattivone. Nel capo di accusa difatti compare quasta dichiarazione: "Luciano Moggi poteva sfruttare il potere e la forza di intimidazione derivategli dai metodi usati nella sua ultratrentennale esperienza nel mondo del calcio e la capacità di sopraffazione che sempre più aveva acquisito sui giocatori, su taluni dirigenti delle società di calcio, nonché sugli organi proposti al controllo dell' attività degli agenti dei calciatori e, quindi, anche nei confronti dell' attività svolta dalla stessa Gea".
Poi c'è Franco Zavaglia come terzo promotore del sistema Moggi. Ex procuratore der Pupone, con il quale chiuse i rapporti causa intoppi sul rinnovo del contratto del giocatore giallorosso dal quale si fece poi risarcire con 3 milioni e 600 mila euro nell'estate del 2005. Strabilianti le dichiarazioni di Totti ai giornalisti alla notizia dell'indagine che si era mossa nei confronti del suo ex procuratore: "Cosa ho pensato? Niente. Ho pensato quando ero piccolo, quando mi ha fatto firmare contratti con sponsor...".  E ancora : "Me volete fa arrestà? Mannaggia aho... 'na bomba scoppia".
"Stiamo bene tutti e due, sereni e amareggiati. Purtroppo viviamo in un paese in cui se uno è semplicemente indagato è come se fosse già condannato."
Questo invece è l'eccezionale commento dell'azionista del Twiga di Briatore Marcello Lippi, alla notizia dell'iscrizione di suo figlio Davide nel registro degli indagati nel maggio del 2006.  Il residente a Campione d'Italia con un appartamento di 70 mq per evadere dalle tasse, giudica quindi innocente il suo bimbo che era solo procuratore della società che muoveva tutto il sistema di Calciopoli e considerato dagli inquirenti come l'uomo chiave della vicenda.
Ma tanto dimenitcare per gli italiani è ormai un'abitudine. Da Tangentopoli ai crack finanziari, dalle intercettazioni,  a calciopoli. I fatti di Catania impazzano ancora nei tg mentre in tribunale piovono accuse pesantissime ai vertici del calcio italiano. Ma poco importa, ora il problema che va di moda ai tg è la sicurezza negli stadi. Poco importa se le dirigenze e le massime autorità dello sport più seguito d'Italia sono corrotte fino al midollo. Poco importa se molto probabilmente il pessimo esempio arriva proprio dagli apici. L'importante è ciarlare sulla questione del momento, senza mai proporre un quadro che mostri la totalità delle cose.

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mercoledì, 07 febbraio 2007
In Lombardia il ticket sanitario costa molto di più rispetto alle altre regioni italiane. Difatti lo scorso 13 dicembre, la giunta Formigoni porta il ticket da 16 a 23 euro per la prima visita specialistica e da 12 a 19 euro le visite di controllo. Tutto ciò senza alcun tipo di informazione nè attuale nè preventiva, così i lombardi si sono ritrovati gli aumenti senza nemmeno accorgersene. I vertici sono presieduti dai furbetti, bisogna sempre fare attenzione.

www.lomb.cgil.it/sedi/bg/cdl/2007/presidio_ticket_sanitari_31gennaio/volantino.doc

martedì, 06 febbraio 2007
Forse sta diventando un sequel. Questo inno è ipnotizzante. E' una droga.
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categoria:trash
martedì, 06 febbraio 2007
Ho intervistato il segretario della Federazione milanese dei Ds Franco Mirabelli sui progetti futuri del partito. Si è dimostrato molto vago sulla questione legge sul conflitto d'interessi e sembra avergli dato la solita poca importanza. La faranno mai questa fondamentale legge?
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categoria:politica
venerdì, 02 febbraio 2007
equilibrio2


























Che settimana! Fassino e la sua favola di Partito Democratico, Berlusconi annuncia come suo prossimo successore Gianfranco Fini ma poi smentisce dopo aver sentito i mugugni della Lega e di Casini che si vede sempre più come un puntino in lontananza ma nemmeno lui sa bene dove inoltrarsi. La commovente soap-opera delle letterine d’amore tra il Cavaliere e la sua adorata moglie Veronica Lario. E ancora i pacs dove c’è chi acconsente,chi rifiuta, chi addirittura grida allo scandalo e se ne discute come un futuro prossimo, quando le coppie di fatto sono una realtà sociale inserita già da tempo nelle nuove generazioni. Ma che vuoi farci,d’altronde i nostri politici sono gli stessi di 30 anni fa, che si pretende.
Il fattore che forse s’ignora, è che questa settimana è stata molto significativa per il centro sinistra. Mentre il Paese è immerso tra gli scambi amorevoli della coppia di Arcore, le sinistre dimostrano sempre più squilibrio, prima con la mozione sui Pacs, che passa, ma nel quale votano contro Udeur e Rnp. Poi con l’odg  dell’opposizione sull’allargamento della base di Vicenza. Ordine del giorno che passa con 152 sì contro i 146 no. Cosa è successo? L’unione vota contro ma spaccandosi, tanto che Bordon dichiara “ sarebbe stato assurdo votare contro un documento che approva la linea del governo”. Prevedibilmente nella Camera la Cdl grida  “ Dimissioni,dimissioni!”. Berlusconi:” Prodi si dimetta!”. Frasi banali e inutili dal momento che l’odg della Cdl è complementare a quello della maggioranza quindi vuole essere solo una bieca dimostrazione che la sinistra è pericolante.
Senza dubbio un fondo di veridicità c’è. Soprattutto in vista delle riforme su pensioni e rifinaziamento alle “spedizioni” in Afghanistan. Sull’ Afghanistan Unione e Cdl tutti d’accordo, ma la sinistra radicale se dovesse opporre resistenza e quindi costringere a colmare il loro vuoto dall’opposizione, sarebbe un altro duro colpo per il credito della Maggioranza.
Alla luce di queste spaccature,fratture o a dir si voglia, Piero Fassino pensa gioiosamente e ottimisticamente al nuovo rivoluzionario partito: Il Pd, ovvero, il Partito Democratico. Che novità, Fassino con le sue grandi doti da perfetto demagogo, promette unità e stabilità che porteranno ad una nuova era per la storia italiana. “E’ guidare una nazione, pensarla e collocarla negli orizzonti più larghi del mondo,concorrere alla costruzione di identità collettive e radicarla in un sistema di valori condivisi, promuovere coesione sociale e senso di appartenenza, coniugare partecipazione e decisione, selezionare una classe dirigente e plasmarla intorno a valori forti”. Io non voglio male a Piero, ma questa è una favoletta da dare in pasto agli elettori. Sono parole molto belle, idilliache ma che si staccano un tantino dalla realtà. Tra la porcata di Calderoli e la guerra delle sinistre radicali, non si può concepire un quadro celestiale come quello disegnato da Fassino. Prima di partire per altre destinazioni, si pensi alle priorità quali legge sul conflitto d’interessi e le leggi vergogna che sono ancora lì intatte.
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categoria:politica
giovedì, 01 febbraio 2007
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categoria:politica, libertà di informazione