Che settimana! Fassino e la sua favola di Partito Democratico, Berlusconi annuncia come suo prossimo successore Gianfranco Fini ma poi smentisce dopo aver sentito i mugugni della Lega e di Casini che si vede sempre più come un puntino in lontananza ma nemmeno lui sa bene dove inoltrarsi. La commovente soap-opera delle letterine d’amore tra il Cavaliere e la sua adorata moglie Veronica Lario. E ancora i pacs dove c’è chi acconsente,chi rifiuta, chi addirittura grida allo scandalo e se ne discute come un futuro prossimo, quando le coppie di fatto sono una realtà sociale inserita già da tempo nelle nuove generazioni. Ma che vuoi farci,d’altronde i nostri politici sono gli stessi di 30 anni fa, che si pretende.
Il fattore che forse s’ignora, è che questa settimana è stata molto significativa per il centro sinistra. Mentre il Paese è immerso tra gli scambi amorevoli della coppia di Arcore,
le sinistre dimostrano sempre più squilibrio, prima con la mozione sui Pacs, che passa, ma nel quale votano contro Udeur e Rnp.
Poi con l’odg dell’opposizione sull’allargamento della base di Vicenza. Ordine del giorno che passa con 152 sì contro i 146 no. Cosa è successo? L’unione vota contro ma spaccandosi, tanto che Bordon dichiara “ sarebbe stato assurdo votare contro un documento che approva la linea del governo”. Prevedibilmente nella Camera la Cdl grida
“ Dimissioni,dimissioni!”. Berlusconi:
” Prodi si dimetta!”. Frasi banali e inutili dal momento che
l’odg della Cdl è complementare a quello della maggioranza quindi vuole essere solo una bieca dimostrazione che la sinistra è pericolante.
Senza dubbio un fondo di veridicità c’è. Soprattutto in vista delle riforme su pensioni e rifinaziamento alle “spedizioni” in Afghanistan. Sull’ Afghanistan Unione e Cdl tutti d’accordo, ma la sinistra radicale se dovesse opporre resistenza e quindi costringere a colmare il loro vuoto dall’opposizione, sarebbe un altro duro colpo per il credito della Maggioranza.
Alla luce di queste spaccature,fratture o a dir si voglia, Piero Fassino pensa gioiosamente e ottimisticamente al nuovo rivoluzionario partito:
Il Pd, ovvero, il Partito Democratico. Che novità, Fassino con le sue grandi doti da perfetto demagogo, promette unità e stabilità che porteranno ad una nuova era per la storia italiana.
“E’ guidare una nazione, pensarla e collocarla negli orizzonti più larghi del mondo,concorrere alla costruzione di identità collettive e radicarla in un sistema di valori condivisi, promuovere coesione sociale e senso di appartenenza, coniugare partecipazione e decisione, selezionare una classe dirigente e plasmarla intorno a valori forti”. Io non voglio male a Piero, ma questa è una favoletta da dare in pasto agli elettori. Sono parole molto belle, idilliache ma che si staccano un tantino dalla realtà. Tra la porcata di Calderoli e la guerra delle sinistre radicali, non si può concepire un quadro celestiale come quello disegnato da Fassino. Prima di partire per altre destinazioni,
si pensi alle priorità quali legge sul conflitto d’interessi e le leggi vergogna che sono ancora lì intatte.