Il processo Mediaset, che vede tra gli imputati Silvio Berlusconi e David Mills, rimane a Milano e non sarà trasferito a Brescia come richiesto dalle difese. Tra le accuse nei confronti di Berlusconi c'è quella di
concorso in corruzione in atti giudiziari per aver "comprato", con un versamento di 600mila dollari, l'avvocato
David Mills che testimoniò in favore del Cavaliere nei processi All Iberian e Tangenti Gdf.
Fininvest dichiara che le società di Mills,
Century One e Universal One, non fanno parte del gruppo. Peccato che Mills aveva già ammesso davanti ai procuratori che i beneficiari economici sono Marina e Pier Silvio Berlusconi, quindi indagati per riciclaggio e ricettazione.
L'accusa sostiene che il gruppo Fininvest abbia creato una tesoriera nascosta nei conti esteri per aggirare il fisco italiano e che l'ideatore del sistema sia proprio David Mills. Inoltre il pm Fabio De Pasquale chiama in causa anche la moglie di Mills
Tessa Jowell che copre la carica di ministro della Cultura inglese e che avrebbe aiutato il marito a far arrivare la somma nel Regno Unito.
La traccia più rilevante finita nelle mani del pm è una lettera che Mills scrisse nel novembre del 2004. Utilizza ingenuamente parole molto delicate:" quei soldi sono un regalo in cambio di equilibrismi per uscire da una situazione difficile." I pm non possono far altro che chiamare in giudizio l'avvocato Mills.
Il 18 luglio l'autore della lettera viene interrogato dal Tribunale di Milano e dichiara di aver preso i soldi da Carlo Bernasconi per conto di Silvio Berlusconi in cambio di qualche aiuto per togliere il Cavaliere da certi guai. I pm pensano subito ai processi AllIberian nel quale Mills aveva più volte salvato in corner Berlusconi.
Pochi mesi dopo però Mills smentisce tutte le sue precedenti dichiarazioni, evidentemente qualcuno da Arcore gli aveva fatto una bella tirata d'orecchie. Smentisce il fatto che la somma era destinata al Cavaliere affermando che quei soldi erano indirizzati a grossi clienti italiani. Allora i pm interrogano qualcuno di questi presunti clienti tra i quali Flavio Briatore che però smentisce le dichiarazioni di Mills.
Insomma un processo tirato per i capelli caratterizzato da continue scalate sugli specchi,smentite,contraddizioni. L'imprenditore di Arcore si sente sereno ed innocente, ma oggi frigna un pò per il negato trasferimento al tribunale di Brescia. La sua richiesta è più che normale dal momento che nel processo ci sono 62 magistrati azionisti di Mediaset incazzati neri e danneggiati se i reati fossero veri.
I giudici ritengono inopportuno questo trasferimento perchè è più che probabile trovare altri azionisti mediaset anche nel tribunale di Brescia,quindi ci si dovrebbe spostare ancora e magari ancora e ancora.
Quindi al povero Silvio tocca restare a Milano e gli verrà negato il giretto di tribunali che gli aveva promesso il suo adorato cagnolino Ghedini.